Associazione culturale musicale

Chi siamo

Il Baule dei Suoni è un’associazione di promozione sociale che avvicina bambini, ragazzi e adulti all’esperienza della musica in modo un po’ speciale, proponendo tra l’altro la conoscenza di generi musica li diversi, in particolare brani della tradizione popolare italiana e di quella dei Paesi Europei e degli altri continenti,musica da tutto il mondo quindi.

L’anima e fondatrice dell’Associazione è Giulia Cavicchioni, musicista e insegnante di violino, che inizia i più piccoli alla musica attraverso il gioco, la narrazione di favole, o meglio di storie fantastiche che lei stessa inventa, dove i personaggi, gli animali e le cose sono animate dal suono degli strumenti, dal ritmo, dal canto…  

In queste lezioni propedeutiche i bambini, incantati come dal suono del flauto magico, scelgono lo strumento del cuore

Le lezioni sia per i piccoli che per i più esperti sono organizzate per piccoli gruppi: così si impara presto a suonare insieme. E’ l’inizio di un’esperienza di apprendimento musicale entusiasmante,  poco accademico perché non privilegia la teoria e la tecnica, ma educa alla memoria dell’udito perché si impara a suonare senza dipendere dallo spartito, educa soprattutto all’ascolto di chi suona accanto  a te così che puoi sentire le sue emozioni. Si impara a suonare come si impara a parlare prima di imparare a leggere.

E’ più facile allora che nascano legami di amicizia, di stima e di affetto piuttosto che ansie da competizione o prestazione all’interno dei singoli gruppi di studio e tra i vari gruppi, anche quando si riuniscono per la musica di insieme.

Un momento questo in cui Giulia con la sua bacchetta magica dirige anche musicisti “alle prime armi”, fa dialogare fra loro tutti gli strumenti e musicisti di ogni età ed esperienza (suonano anche alcuni ragazzi diversamente abili e straordinariamente abili alla musica di gruppo).

Ai momenti di musica d’insieme si affiancano vari stages formativi con diverse figure carismatiche come Martin Schaeffer, virtuoso violinista tedesco e maestro eccentrico, si susseguono  regolarmente da  quindici anni.

Martin insegna ad affinare l’orecchio musicale, a scoprire il dialogo tra  melodia e armonia: quello che conta non è la perfezione tecnica, ma l’emozione che la musica d’ insieme trasmette a chi suona e a chi ascolta.  Martin propone una musica che ha i colori, i sapori del mondo, che fa viaggiare lontano. Senza parlare di altri musicisti e docenti che contribuiscono con i musicisti più preparati a laboratori di affinamento tecnico dello strumento e o di vari argomenti di teoria e pratica musicale.

Da questi gruppi di musica d’insieme nascono le varie orchestre del Baule dei Suoni: dai più piccoli Orchestra Suoneria ai più grandicelli Orchestra Sabe Sebim per arrivare alla rappresentativa più famosa dei Musica Spiccia.

Dal 2006 l’orchestra dei Musica Spiccia si caratterizza come realtà transgenerazionale: una trentina di musicisti di tutte le età dai dieci anni agli “anta”, bambini, adolescenti, adulti che suonano a memoria un vastissimo repertorio di oltre un centinaio di brani di musiche dal mondo e si esibiscono in concerti, spettacoli da ancor prima della loro strutturazione ufficiale e hanno anche inciso 5 cd di cui uno a Capo Verde con il gruppo locale dei fratelli Baptistinhas e hanno partecipato a diverse manifestazioni, festival e concorsi un po’ in tutta Italia e a Capo Verde.

Inoltre un gruppo più ristretto dei Musica Spiccia che ha partecipato a vari stages teatrali con Andrè Casaca, fondatore del Teatro C’art di Castelfiorentino, brillante e sensibile attore di teatro di origine brasiliana (e di recente anche con Pietro Mazzoldi, nuovo formatore specializzato in teatro-danza) continuano a lavorare anche sul connubio tra suono e movimento: piccole coreografie e movimenti espressivi del corpo che animano i brani, favoriscono la forza del ritmo, colorano la musica.

Da tutto questo lavoro, sotto la regia di Andrè e la direzione di Giulia, dal 2011 è nato lo spettacolo comico musicale  “Le vie del mondo”, un viaggio musicale itinerante a tratti comico, che spazia tra brani e ritmi popolari provenienti dall’Italia a melodie diffuse in tutto il resto dell’Europa, dalla Russia ai Balcani fino alla Spagna, per approdare infine anche in altri continenti, l’Africa o l’America del Sud. Lo spettacolo ha avuto diverse rappresentazioni ed è stato inserito in diverse rassegne importanti non solo locali e per l’estate del 2017 è in progetto una sua trasferta a Capo Verde, perchè in questo arcipelago atlantico dal 2007, nell’ambito di un progetto di scambio e sviluppo culturale, è stato avviato una scuola di musica con lo scopo sia di aiutare soprattutto i bambini che vivono per strada, sia di formare sul posto insegnanti di musica in grado di gestire nel futuro le scuole stesse.

Il progetto è diventato anche la missione dell’Associazione e dell’Orchestra.

I proventi dei concerti e della vendita dei CD servono a finanziare l’iniziativa che  procede con successo grazie soprattutto alla disponibilità di Giulia che più volte l’anno – d’estate accompagnata a volte anche dai ragazzi dei Musica Spiccia- si reca nella “sezione staccata” d’Africa del Baule dei Suoni, dove l’aspettano con ansia circa un centinaio di bambini nell’isola di Sao Vicente.

Ma non solo lì il Baule dei Suoni si adopera nel mondo del sociale. Dall’anno scorso a fronte dell’aggravarsi della situazione dei migranti nella nostra area geografica, è entrato a far parte del Circuito Como Senza Frontiere e partecipa alle varie iniziative promosse da questa rete e ha organizzato un altro laboratorio di musica d’insieme in ambiente multietnico presso l’oratorio di Rebbio che accoglie in diverse forme tutti coloro che cercano un riparo, accoglienza e assistenza in un quartiere con una già forte presenza di immigrati.

 

“La Musica d’Insieme non è competizione, ma momento di crescita,confronto e arricchimento.

Nell’esperienza di gruppo si sente il sostegno degli altri,

si impara ad accorgersi degli sforzi altrui e

a cogliere i valori importanti della vita concreta di ogni giorno.

Finché questa passione per la musica ci motiverà continueremo a suonare

(i nostri genitori non hanno ancora smesso)”